IMU 2026: Nuove Aliquote e Riduzioni per Seconde Case | Avv. Carlo Carta
Diritto Immobiliare 2 Gennaio 2026 12 min di lettura

IMU 2026, scattano le nuove aliquote: meno tasse per le seconde case

Ecco chi pagherà di meno e chi non dovrà pagare con la riforma delle aliquote IMU

Avv. Carlo Carta

Esperto in Diritto Immobiliare

Dal primo gennaio 2026 scatta la nuova IMU con aliquote completamente riviste. Una svolta che potrebbe alleggerire il carico fiscale per molti proprietari di immobili, soprattutto chi possiede seconde case. Ecco tutto quello che c'è da sapere per capire se anche tu rientri tra i beneficiari.

Con l'arrivo del nuovo anno, si concretizza una trasformazione importante nel modo in cui viene calcolata l'IMU (Imposta Municipale Propria). Il decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 6 settembre 2024, successivamente integrato dal decreto del 6 novembre 2025 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 novembre, introduce un meccanismo più ordinato che ridefinisce gli spazi di manovra dei Comuni nella determinazione delle aliquote.

La riforma nasce dall'esigenza di semplificare un panorama diventato nel tempo eccessivamente frammentato, con circa 250.000 diverse fattispecie di calcolo distribuite sul territorio nazionale. Questo eccesso di variabilità aveva generato situazioni paradossali in cui proprietari di immobili simili si trovavano a pagare importi molto differenti semplicemente perché residenti in comuni diversi.

Il nuovo sistema nazionale

Il nuovo sistema obbliga tutti i 7.904 Comuni italiani ad attenersi a criteri uniformi previsti dall'Allegato A del decreto 6 novembre 2025, che sostituisce la precedente versione del 2024. Come stabilisce il comma 2 dell'articolo 1 del decreto, i Comuni mantengono la facoltà di introdurre differenziazioni, ma solo all'interno di fattispecie già individuate e nel rispetto dei limiti massimi fissati a livello nazionale.

Per gli enti locali che non si adegueranno alle nuove disposizioni è prevista l'applicazione automatica di un'aliquota standard. Questa uniformazione garantisce maggiore chiarezza e prevedibilità per i contribuenti, che potranno finalmente calcolare con precisione l'imposta dovuta avvalendosi di strumenti standardizzati.

Vantaggi significativi per chi ha una seconda casa

La novità più rilevante riguarda senza dubbio le abitazioni tenute a disposizione dai proprietari, quelle che non vengono affittate, né concesse in comodato d'uso, ma vengono utilizzate saltuariamente durante l'anno.

Fino ad oggi queste proprietà erano soggette alle aliquote ordinarie per le seconde case, spesso particolarmente onerose. Con il nuovo regolamento, i Comuni hanno la possibilità di riconoscere aliquote agevolate in base al numero di mesi effettivi di utilizzo dell'immobile.

Principio di equità fiscale

Si tratta di una misura che risponde a un principio di equità fiscale: chi utilizza una casa vacanza solo per alcune settimane all'anno fruisce dei servizi comunali in maniera limitata, e di conseguenza appare giusto che il suo contributo fiscale sia proporzionato all'effettivo utilizzo.

Come viene verificato l'utilizzo

Il meccanismo di verifica non si basa esclusivamente sulla dichiarazione del proprietario, ma su parametri oggettivi e verificabili. I Comuni potranno infatti considerare:

Consumi delle utenze

Energia elettrica, acqua e gas forniscono un quadro chiaro della frequenza di utilizzo

Arredamento

La presenza e tipologia dell'arredamento, simile al criterio per la Tassa sui Rifiuti

Attenzione: esclusioni

Questa agevolazione non si applica agli immobili destinati alle locazioni turistiche brevi o agli affitti tradizionali, che continuano a essere soggetti alla tassazione ordinaria.

Risparmio concreto

La riduzione dell'IMU per le case a disposizione rappresenta un'opportunità concreta di risparmio che potrebbe tradursi in centinaia di euro all'anno, specialmente per chi possiede seconde abitazioni in località turistiche dove tradizionalmente le aliquote sono più elevate.

Possibile esenzione totale per gli immobili inagibili

Un'altra importante innovazione contenuta nell'Allegato A del decreto ministeriale riguarda il trattamento fiscale degli immobili dichiarati inagibili.

I Comuni acquisiscono la facoltà di ridurre significativamente o addirittura azzerare completamente l'aliquota IMU per le unità immobiliari rese inutilizzabili a causa di calamità naturali. Si pensi ai numerosi casi di abitazioni danneggiate da terremoti, alluvioni o altri eventi atmosferici estremi che purtroppo hanno colpito diverse aree del paese negli ultimi anni.

Calamità naturali

  • Terremoti
  • Alluvioni
  • Eventi atmosferici estremi

Cause diverse

  • Crolli strutturali dovuti a vetustà
  • Cedimenti non calamitosi
  • Altre circostanze di inagibilità

Il principio di equità

La norma riconosce che imporre il pagamento dell'imposta su un immobile non utilizzabile rappresenta un'ingiustizia, soprattutto quando il proprietario sta già affrontando le conseguenze economiche del disastro.

Portata estesa della disposizione

Ma la portata della disposizione va oltre le sole calamità naturali: il decreto prevede infatti che i sindaci possano estendere l'esenzione anche per "cause diverse" dagli eventi naturali.

Questa formulazione aperta lascia margine di interpretazione e potrebbe includere situazioni come crolli strutturali dovuti a vetustà, cedimenti non collegati a eventi calamitosi, o altre circostanze che rendono l'immobile oggettivamente inabitabile.

Documentazione necessaria

Per beneficiare di queste agevolazioni sarà probabilmente necessario presentare documentazione tecnica che attesti lo stato di inagibilità, come:

  • Perizie di tecnici abilitati
  • Certificazioni rilasciate dagli uffici comunali competenti

Come prepararsi alla nuova IMU

Il passaggio al nuovo sistema richiede attenzione da parte dei proprietari immobiliari.

Scadenze e pubblicazioni

14 Ottobre di ogni anno

Ogni Comune dovrà pubblicare le proprie delibere entro questa data, comunicandole al Ministero dell'Economia e delle Finanze.

Per il 2026, essendo il primo anno di applicazione del nuovo regime, è importante verificare con attenzione le scelte effettuate dalla propria amministrazione locale.

Cosa devono fare i contribuenti

1

Monitorare le scelte comunali

Verificare se il proprio Comune ha deciso di applicare le riduzioni previste per le case a disposizione o per gli immobili inagibili

2

Comprendere i requisiti

In caso di riduzioni disponibili, comprendere quali requisiti sono necessari per accedere ai benefici

3

Valutare la documentazione

La determinazione dell'imposta avverrà sulla base di elementi già in possesso dell'amministrazione tributaria, ma in alcuni casi specifici potrebbe essere richiesto di dimostrare i presupposti per l'applicazione delle aliquote agevolate

Documentazione da preparare

Seconde case a disposizione

Raccogliere fin da ora:

  • Bollette delle utenze che attestano i consumi ridotti

Immobili inagibili

Procurarsi:

  • Certificazioni tecniche necessarie
  • Perizie di tecnici abilitati

Autonomia comunale

Il nuovo sistema, pur introducendo maggiore uniformità, mantiene un certo grado di autonomia comunale nel rispetto dei principi costituzionali; quindi, le situazioni concrete potrebbero variare da territorio a territorio.

Hai bisogno di assistenza?

In caso di dubbi o per ottenere chiarimenti specifici sulla propria posizione, è consigliabile rivolgersi direttamente agli uffici tributari del Comune in cui è situato l'immobile o a un professionista che possa analizzare la situazione individuale e calcolare con precisione l'impatto delle nuove disposizioni sul carico fiscale complessivo.

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